Il ministro
Brambilla ha indetto nuovi corsi professionali
altamente specializzati nel settore turistico, puntando
l’attenzione soprattutto sulle professioni
di montagna.
Negli ultimi giorni si è assistito ad una sorta
di triste bollettino che ha colpito proprio il turismo
ad alta quota, così, il problema del escursionismo
montano spesso pericoloso e denso di rischi, torna a
diventare un problema di rilievo nazionale in grado
di coinvolgere media, giornalisti, tv e opinione pubblica.
Il Ministro Brambilla, ha espresso le proprie posizioni
in merito alla questione, dichiarandosi assolutamente
in disaccordo con la gestione della sicurezza nel nostro
Paese, puntando l’attenzione sul fatto che, valanghe
ed incidenti, cominciano ad essere fenomeni
non così rari.
Proprio per far fronte a tale situazione, il ministro
ha annunciato l’uscita di una sorta di decalogo,
un vero e proprio “codice della neve”
contenente, le giuste informazioni per mantenere
un comportamento corretto in situazioni pericolose,
e le relative sanzioni in caso di violazione di tali
norme.
Ma la sicurezza non è l’unico obiettivo
del Ministro, in quanto pare che negli ultimi giorni
stia lavorando ad un disegno di legge volto a tutelare
le professioni di montagna quali, maestro di sci o guida
alpina.
La normativa dovrebbe, quindi, prevedere l’istituzione
di corsi di formazione riconosciuti,
in grado si rilasciare patenti di abilitazione
ai soggetti che vi partecipano.
La legge, inoltre, una volta entrata in vigore dovrà
fissare dei criteri capaci di dare un corpus unico alla
disciplina per ora ancora troppo disorganizzata e per
nulla organica.
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